Si può arrestare un bot?

Il sequestro da parte delle autorità di oggetti acquistati casualmente da un software nel Deepweb risolleva questioni sulla libertà di espressione e sulla responsabilità giuridica di programmi progettati per decidere in modo autonomo.

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Circa un mese fa abbiamo parlato di “Random Darknet Shopper”un bot creato dal collettivo !Mediengruppe Bitnik il cui scopo era quello di comprare a caso, ogni settimana, un oggetto trovato nel Deepweb e spedirlo alla galleria in cui si trovava la mostra, aperta al pubblico, nella cittadina svizzera di St. Gallen. Tra le altre cose comprate dal bot c’è stata anche una busta contenente 10 pasticche di ecstasy, puntualmente recapitata.

!Mediengruppe Bitnik ha riportato che il 12 gennaio, il giorno dopo la chiusura della mostra durata 3 mesi, il pubblico ministero di St. Gallen ha sequestrato e sigillato gli oggetti della mostra, con l’intento di distruggere la droga esposta ed evitare così che qualcuno potesse metterci le mani sopra.

Il sequestro di oggetti acquistati da un software pone domande ben più ampie rispetto non solo alla libertà di espressione (in questo caso artistica) come rivendica il collettivo anglo-svizzero (“Siamo convinti che uno degli obiettivi dell’arte sia far luce su quello che accade ai margini della società e di porre domande fondamentali sulla contemporaneità” scrivono nel comunicato in cui annunciano il sequestro da parte delle autorità) ma anche da un punto di vista giuridico: “Può un robot o un software essere incarcerato se commette un crimine? A chi si può attribuire legalmente la colpa se il codice con il quale è stato progettato è volutamente criminale? Cosa succede se un robot compra droga, armi o attrezzature hacker e te le spedisce e la polizia intercetta il pacco?” chiedeva Mark Power del Guardian ai due artisti.

Questa è una delle domande che !Mediengruppe Bitnik ha cercato di portare all’attenzione del pubblico con il suo progetto: chi è responsabile quando un robot infrange la legge di propria iniziativa perché programmato per agire in modo autonomo?

Probabilmente la Svizzera sarà il primo Stato a dover affrontare la questione da un punto di vista legale. Vedremo cosa succederà.

Fonte: http://www.wired.it/

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